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ARMATA ROZZA N°01

 
 
 
 
 

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SOMMARIO:

Lettera ai cittadini

Tutti contro tutti

Addio, Malnate bella

Finalmente un supermercato a Malnate

 

 

LETTERA AI CITTADINI

Caro/a malnatese,
passata anche la tornata elettorale dello scorso marzo va riconosciuto che la maggior parte dei cittadini ha confermato la scelta effettuata alle politiche. Nonostante ciò non si possono non vedere le moltitudini di cassaintegrati, precari che vivono sperando nel rinnovo del contratto per altri tot anni (se molto fortunati), pensionati che non hanno abbastanza per provvedere a loro stessi, nonostante una vita di lavoro, ecc Aziende che quando il mercato diviene meno favorevole, delocalizzano la produzione dove la manodopera costa meno, lasciando a spasso migliaia di lavoratori.

Eppure prossimo intervento della rappresentanza politica scelta e confermata dagli italiani sarà quello si modificare lo statuto dei lavoratori al fine di rendere più semplici i licenziamenti senza giusta causa, ridurre il diritto di sciopero,contrattazione a livello aziendale togliendo peso ai contratti nazionali, aumento della flessibilità.

Può essere questa una risposta adeguata? Le condizioni di lavoro vanno progressivamente peggiorando e la risposta è quella di ridurre sempre più il lavoratore a merce, togliendogli ogni dignità nel proprio ruolo e spogliandolo di ogni diritto. E, secondo te, difronte a tutto ciò, credi davvero che il problema oggi sia l’immigrato. Quante persone conosci che hanno o hanno avuto problemi con immigrati e quante invece, ne conosci che oggi faticano ad arrivare a fine mese?!

Per non parlare della sanità sempre più per pochi. E’ giusto pagare ticket e che la Regione elargisca risorse anche alle strutture private sulla base di tariffe a prestazione (D.R.G.)? Il risultato può solo essere uno: da una parte le strutture sanitarie forniscono prestazioni anche non necessarie per aumentare gli introiti, dall’altra tendono a non fornire prestazioni magari necessarie, ma considerate non remunerative.
Questo come migliora il servizio sanitario? Inoltre è sotto gli occhi di tutti la drastica riduzione dei consultori pubblici ed il contemporaneo fiorire di strutture private. In conclusione i lavoratori pagano per una sanità pubblica che è progressivamente smantellata e spesso sono costretti a rivolgersi a strutture private!

Per la paga nuovi tagli all’istruzione. Succede che l’80% dei fondi del diritto allo studio (45 milioni di euro) sono distribuiti a studenti di scuole private, che costituiscono il 9% della popolazione scolastica!

Mentre poi negli istituti scolastici pubblici diminuiscono insegnanti, personale e si hanno strutture e materiali sempre meno efficienti, lo Stato, la Regione finanziano le scuole private. E, non ultima beffa, la Regione concede il cosiddetto “buono scuola” che rende la possibilità di ottenere contributi anche a coloro che presentano un reddito dichiarato di 200 mila euro!
Sempre a proposito di impegno statale, il ministro del Tesoro si dimostra particolarmente interessato all’istruzione dei piccoli padani della scuola Bosina stanziando complessivamente 800mila euro per due anni, 2009 e 2010.
Pensi davvero che il federalismo fiscale ti possa aiutare a mandare i figli a scuola e ti possa garantire una buona assistenza sanitaria? Credi davvero che oggi sia necessario continuare a finanziare servizi privati con i soldi dei contribuenti, mentre quelli pubblici esistenti vengono distrutti?
Le elezioni sono passate. Non ti chiediamo il voto, ma di riflettere.

 

TUTTI CONTRO TUTTI

Silenzio in sala, si spengono le luci e inizia lo spettacolo: si riunisce il consiglio comunale!
L’amministrazione Damiani fantastica su grandi progetti in nome di una Malnate più viva: piscina, outlet, palaghiaccio, showroom, alberghi, monte Morone, Tigros, MCdrive, museo, ecc
Tutti interventi prioritari a fronte di un ampio proliferare di edifici (che sempre più spesso restano vuoti o cambiano gestione nell’arco di pochi mesi..), della presenza di già poche strutture commerciali (ma quanti supermercati servono a Malnate?!?), ecc
All’inizio del suo mandato, l’amministrazione introduce l’addizionale comunale Irpef giustificandola con gravi necessità di cassa e a Natale, l’ormai ex assessore Cassina promette festeggiamenti all’insegna del contenimento economico affermando che i risparmi sarebbero stati devoluti ad un fantomatico fondo anti crisi.
Tuttavia, non passa molto tempo, e arriva l’annuncio di Nelba: le cosiddette “indennità di carica” per Sindaco e Assessori che, nel giro di due anni, si raddoppiano lo stipendio!
Sempre all’insegna del contenimento economico???
In primavera l’ormai celebre uscita dell’ex assessore Mingardi porta ad una crisi interna col risultato che gli esponenti della Lega abbandonano la maggioranza!
Discussioni feroci tra chi sostiene e chi condanna; il PD che scende in piazza in difesa della bandiera italiana con a fianco azione giovani (?). Situazioni paradossali che paiono immagini di un film neorealista!.
Una maggioranza che si frantuma, che promette grandi progetti che in poco tempo abbandona: palghiaccio, museo Internazionale dei trasporti, accademia del tennis. Gli ex amici della Lega che, ormai all’opposizione, accusano il Sindaco di scarsa mentalità imprenditoriale e di aver fatto cadere fin troppi progetti nel dimenticatoio e Damiani che parla di complotti e risponde che la giunta è in stand by grazie al clima creatosi, rilanciando la patata bollente al mittente.
In tutto questo trambusto l’opposizione combatte per i cittadini disertando commissioni e consigli comunali. Emblematica è la scelta fatta al consiglio comunale di giugno a proposito del PGT. L’opposizione guarda approvare una serie di sfaceli seduta tra il pubblico.
In fine l’epilogo dell’era Damiani: dopo poco più di tre anni di mandato, cade la giunta a seguito delle dimissioni in massa di 11 consiglieri comunali (5 del PD, 4 della Lega, 1 di Forza Italia e 1 di Malnate Viva) che, per dare maggiore solennità al momento, improvvisano un corteo da pazza delle Tessitrici al palazzo comunale.
Ma in tutto questo dove sono i cittadini? Quando si discute dei reali bisogni dei malnatesi?
Tra un’amministrazione confusa, alla ricerca di se stessa ed un’opposizione tutta presa a puntare il dito, limitandosi a dire “cattivi” quando si è mostrato interesse per le esigenze ed il miglioramento della cittadina di Malnate?
Passata anche questa amministrazione si torna in campagna elettorale. Di nuovo sentiremo slogan contro il cemento e sentiremo parlare di idee stupende per Malnate.
Ma siamo davvero convinti che quelli che oggi lasciano il comune e coloro che li hanno preceduti (sempre le stesse persone ad ogni elezione) cambieranno rotta?

 

ADDIO MALNATE BELLA!

Per coloro che ancora non hanno ben chiaro di cosa si tratti, il PGT – Piano di Governo del Territorio – è lo strumento urbanistico introdotto da una legge regionale nel marzo 2005 che dovrà sostituire il piano regolatore generale (PRG) come strumento di pianificazione comunale ed ha lo scopo di definire l’assetto dell’intero territorio comunale.
In questi anni i cittadini malnatesi hanno potuto assistere al sorgere di sempre nuovi cantieri ed edifici a discapito delle aree verdi delle quali restano ormai solo nostalgici ricordi.
Alle ultime elezioni comunali, come del resto alle precedenti ed a quelle prima ancora, tutti gli schieramenti politici si sono prodigati in feroci campagne elettorali in difesa del verde, al grido di “stop alla cementificazione”.
Eppure oggi non sembra proprio che tanta propaganda abbia trovato riscontro nell’agire concreto delle diverse amministrazioni susseguitesi! In campagna elettorale tutti in favore del verde pubblico ed a condannare le colate di cemento, mentre in Amministrazione comunale pronti a cambiare la destinazione di un’area oppure ad apportare modifiche al vecchio Piano
Regolatore; tutti interventi MAI finalizzati a limitare la cementificazione, ma piuttosto all’esatto contrario! Ma facciamo un po’ di chiarezza: cos’è successo negli ultimi anni e qual’è/è stata la concezione di gestione del territorio delle varie amministrazioni comunali?
Torniamo prima alla scorsa amministrazione di centrosinistra con sindaco Manini.
Dopo aver cementificato abbondantemente, utilizzando i nuovi piani integrati d’intervento, a fine mandato presentano il PGT nel quale è previstoun aumento di volumetrie
edificabili del 15% rispetto al PRG vigente (pari a circa 600.000 metri cubi). In quello stesso contesto il centrodestra (allora all’opposizione) si diceva contrario alla proposta avanzata, ricordando che i “malnatesi di cemento non ne possono proprio più”.
Ed ora l’ultima amministrazione di centro-destra con sindaco Damiani. Dopo aver vinto le elezioni promettendo lo stop alla cementificazione, ritirano il PGT presentato dai
loro predecessori per elaborarne uno nuovo. Presentano quindi un documento che prevede un ulteriore aumento di 150.000 metri cubi di edificabilità. (20% in più rispetto al PRG vigente). Chiaramente in questo contesto è il centrosinistra ad ergersi a difesa del territorio contro il dio cemento!
Riassumendo:

Amministrazione Manini (ex Ulivo): 15% in più rispetto al PRG vigente, pari a 600.000 metri cubi
Amministrazione Damiani (PdL e Lega): 20% in più rispetto al PRG vigente, paria a 750.000 metri cubi

Morale: “difesa del verde pubblico” e “basta al cemento” sono slogan solo buoni in campagna elettorale e all’opposizione!
Continua così la triste storia di una cittadina in cui si fa il pieno di palazzi e supermercati e delle sue amministrazioni che si susseguono, che preferiscono la speculazione dei privati alle reali esigenze dei cittadini.
Noi di Rifondazione Comunista riteniamo che un’Amministrazione seria debba saper rispondere alle necessità di una comunità in una cittadina ormai martoriata dal cemento
e riteniamo che “Basta alla cementificazione” non debba essere limitato a slogan elettorale, ma tradursi in una gestione diversa del territorio.
In concreto la nostra proposta è di riportare sotto i limiti del vecchio PRG le possibilità edificatorie, quindi niente 15 o 20% in più!

Il coordinamento contro il PGT
Dato l’avanzare dei lavori del PGT, a gennaio si è costituito il Coordinamento per la salvaguardia del territorio. In quella sede sono stati invitati cittadini, associazioni e partiti politici per prendere posizione e “provvedimenti” sul Piano di Governo del Territorio presentato dall’Amministrazione Damiani.
Anche Rifondazione è stata invitata a quel tavolo di confronto.
Alla nostra proposta di discutere ed elaborare un progetto di gestione del territorio alternativo e condiviso, prendendo in esame quella che era la situazione attuale, è stata data risposta negativa. Il coordinatore del PD, così come altri partecipanti, si è detto contrario a mettere in discussione le scelte fatte dalla precedente amministrazione! I 750.000 metri cubi della giunta Damiani sono deleteri per Malnate, ma i 600.000 della giunta Manini no?! Dal nostro punto di vista criticare solamente le aggiunte fatte dalla desta al PGT (vedi monte Morone) non è sufficiente: si avvalla così di fatto quanto proposto dai loro predecessori!
E per noi questo è inaccettabile!
Un Coordinamento costituito a salvaguardia del territorio che non si preoccupa di darsi una prospettiva concettuale, chiara e trasversale con la quale qualunque amministrazione debba confrontarsi, di fatto trasforma quella che potrebbe essere una battaglia in difesa dell’ambiente utile a tutti i cittadini, in una pretestuosa presa di posizione non contro delle scelte urbanistiche sbagliate, ma “solo” contro chi queste scelte le sta portando avanti.
Siamo sempre stati convinti, e continuiamo ad esserlo, che sia necessario impedire qualsiasi aumento della possibilità edificatoria e che il territorio malnatese non possa sopportare ulteriori cementificazioni.
Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di non entrare nel Coordinamento.

 

FINALMENTE UN SUPERMERCATO A MALNATE

E’ ormai quasi ultimato il complesso commerciale davanti al campo da basebal.
Questa nuova cementificazione porta la firma bipartisan P.D.- P.D.L.- Lega.
Il progetto è partito nell’era Manini con il cambio di destinazione del terreno, da agricolo a commerciale, sul quale sorge il nuovo complesso e la decisione di permettere la costruzione di due centri di media distribuzione (per media distribuzione s’intende un supermercato la cui superficie di vendita non superi i 2500 metriquadri).
Durante la discussione in Consiglio Comunale abbiamo fatto presente all’allora maggioranza che la possibilità di edificare due centri commerciali di media distribuzione in quell’area rendeva in realtà possibile la costruzione di un unico centro di grande distribuzione: bastava utilizzare qualche piccolo escamotage (ad esempio un muretto tra i due stabili) per aggirare la regola voluta dall’Amministrazione.
Dopo le elezioni del 2007, nonostante le promesse elettorali di fermare la cementificazione, la nuova maggioranza ha portato avanti il progetto.
Come da noi previsto il centro commerciale sarà di grande distribuzione (c’è un ricorso al tar proprio su questo punto) e, su questo, il P.D. ha attaccato l’attuale maggioranza... qualcuno non lo aveva forse già detto?!...
Nel disastro una critica del P.D. che condividiamo è invece quella che riguarda la scelta della giunta Damiani di concedere la possibilità di creare parcheggi in superficie (la giunta Manini aveva previsto parcheggi sotterranei). Dal nostro punto di vista questo sicuramente risulta essere peggiorativo di una proposta che già non consideravamo vantaggiosa per i cittadini; insomma tra le due la meno peggio.
Quanti centri commerciali ci sono a Malnate? E quanti ancora se ne vogliono creare?
Non è possibile continuare su questa strada, si continua a distruggere il poco verde rimasto nel nostro paese per costruire mostri di cemento.
E per giustificare queste scelte, in contrasto con quanto promesso durante le elezioni, l’ex assessore Gastaldello (Lega) si basa su due convinzioni:
1 – Malnate è una cittadina dormitorio da risvegliare;
2 – maggiori attività commerciali portano maggiori posti di lavoro per i Malnatesi.

Per quanto concerne il primo aspetto pensiamo che non sia sensato ricercare la soluzione a questo problema nell’aumento degli esercizi commerciali: rianimare una cittadina come Malnate dovrebbe passare attraverso proposte di tipo socio-culturale e di coinvolgimento della popolazione.
Crediamo sia necessario che il tessuto malnatese si doti di spazi dove i giovani possano trovarsi, elaborare, costruire, discutere; di spazi per le famiglie dove queste possano passare il tempo libero assieme; di spazi di incontro tra diverse realtà: anziani e giovani, italiani e stranieri, ecc; di spazi a dimensione di bambino.
Per quanto riguarda invece il secondo aspetto, chiediamo a chi sostiene che attività commerciali portino automaticamente lavoro se questo sia proprio vero: quanti posti di lavoro sono stati persi a causa di questi centri commerciali che hanno fatto chiudere la maggior parte dei negozi presenti nei vari quartieri?
E quali certezze psi possono avere che verranno assunete persone di Malnate e non di paesi vicini?
E cosa succederà quando, inevitabilmente, alcuni di questi centri verranno chiusi perché non competitivi? Possiamo già immaginare grandi piani di recupero e nuovo cemento!
Ora l’area davanti al campo da baseball è andata, ma di potenziali spazi verdi da sfruttare ve ne sono ancora! Prima tra tutte un’area a rischio cementificazione selvaggia resta la Folla!
Noi riteniamo sia importante ed assolutamente necessario cambiare rotta. Basta continuare a preoccuparsi solo di costruire e cominciamo invece a pensare ai REALI bisogni delle famiglie, dei giovani, degli anziani, insomma di tutti i cittadini malnatesi!