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Occupare resistere produrre
 
 
 
 

Il 12 agosto dopo 15 mesi di lotta i 49 operai della Innse di via Rubattino a Milano riportano una vittoria come da tempo non si vedeva. Il padrone voleva chiudere la fabbrica e vendere i macchinari.

Gli operai, obbligando il padrone a vendere la fabbrica a un nuovo acquirente, hanno riconquistato la garanzia che la fabbrica tornerà a funzionare e il diritto a rientrarci alle condizioni precedenti al licenziamento. Una lotta dura, in diversi momenti drammatica che troppe volte sindacati e partiti della sinistra avevano considerato persa.

Solo la loro determinazione, la decisione di non abbandonare mai e per nessun motivo la fabbrica, unita alla capacità di costruire intorno a loro un movimento di solidarietà gli ha permesso alla fine di vincere una lotta che possiamo definire storica. La lotta della Innse rappresenta di fatto uno spartiacque tra decenni di sconfitte e arretramenti e un nuovo modo per i lavoratori di concepire il conflitto in difesa dell’occupazione e del mantenimento produttivo delle fabbriche.

Per la prima volta da anni gli operai decidono, nonostante siano licenziati su due piedi, di non andarsene a casa ma di continuare la lotta uniti. L’effetto di questa battaglia è sotto gli occhi di tutti e da quel 12 agosto sono ormai decine le fabbriche dichiarate chiuse dove gli operai lottano a oltranza.

Crediamo che il miglior modo di celebrare questa vittoria sia studiarla e diffonderne gli insegnamenti per aiutare i tanti lavoratori e le tante lavoratrici che giustamente hanno visto in questa battaglia un primo segnale decisivo in controtendenza.

“Fare come alla Innse” per noi significa dare sostegno alle tante vertenze in campo e alle tante che si metteranno in moto nel prossimo futuro convinti che questa è la strada decisiva per fare avanzare in questa società la coscienza di milioni di lavoratori. Un passaggio obbligato per risalire la china e aprire finalmente una nuova stagione di conquiste.

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